Biblioteca Apostolica Vaticana

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Newsletter n. 4 - 2009

Gentili lettori, carissimi amici,
aspettiamo in un prossimo futuro una delegazione di gabbiani con una prevedibile rimostranza di non facile soluzione... Il fatto è presto spiegato: una dozzina di essi stavano stabilmente appollaiati ogni mattina sul braccio lungo della gru utilizzata per i lavori in corso (quando però la gru entrava in funzione, la lasciavano libera...). Poiché i lavori edili stanno pian piano avviandosi a conclusione e la gru è stata finalmente smontata, i gabbiani sono rimasti senza il loro posto di privilegiata osservazione. La soluzione prospettata per venire loro incontro è di individuare qualche cantiere nelle vicinanze, con la sua bella gru, e suggerire loro di trasferirvisi...

Temo che i miei lettori, anche gli animalisti più sensibili, siano tuttavia più interessati al fatto che i lavori edili siano ormai per la maggior parte in via di conclusione (visto che nel 2010 rimarrà aperto per pochi mesi un solo cantiere, all’ingresso della Biblioteca), e desiderino conoscere la data di riapertura della Biblioteca Vaticana al servizio degli studiosi. Eccoli accontentati: il giorno tanto atteso sarà il lunedì 20 settembre 2010. Vi avevamo promesso di aprire per l’autunno del 2010, e riusciamo a farvi la sorpresa di arrivare al traguardo persino sullo scorcio dell’estate!

Ora sono sicuro che voi che mi leggete tirerete un respiro di sollievo. Un po’ meno noi, che con l’impegno e la collaborazione di tutti ci avviamo a riprendere la normale funzionalità e impieghiamo tutte le nostre energie per giungere preparati al “gran giorno”. Sulle novità che troverete, in parte già anticipate in precedenti occasioni, intendo soffermarmi più dettagliatamente in una prossima newsletter. Ora mi sembra doveroso confermarvi, al di là delle fatiche di questi ultimi mesi, il nostro desiderio di sempre: di accogliervi e offrirvi quel clima di raccoglimento e quello spirito di ricerca che facilita i vostri studi e permette, a voi e a noi insieme, di porre pazientemente e fruttuosamente le nostre energie a servizio della cultura. Potrebbe sembrare retorico dirvi che in questi mesi e anni “ci siete mancati”, ma vi possiamo confessare, ciascuno per il suo ambito, che è certamente anomalo (e alla fin fine insopportabile) operare in una biblioteca senza poter svolgere il principale compito a cui si è deputati. Quindi, se immaginiamo che ci diciate grazie perché decidiamo di aprire entro i tre anni programmati, lasciate che siamo anche noi a dirvi grazie perché ritornerete numerosi e impegnati – e pensiamo anche entusiasti – a compiere i vostri studi!

E proprio per questo volentieri rispondo, forse un po’ provocatoriamente, a una domanda che mi è già stata rivolta più volte, riguardo a che cosa faremo per riaprire la Biblioteca il mattino del 20 settembre 2010. La risposta è molto semplice: non faremo nulla! Apriremo... Certo, con emozione e trepidazione, ma semplicemente ricollocandoci ai nostri “posti di servizio” all’ingresso, all’Ufficio Ammissioni, nelle sale di consultazione... Verranno poi alcuni momenti per “solennizzare” la riapertura. Ho già più volte accennato al convegno che si terrà dall’11 al 13 novembre 2010 e che indagherà sulla Biblioteca Vaticana come luogo di ricerca e come istituzione al servizio degli studiosi. Ora voglio segnalare che, per i partecipanti al convegno e per tutti coloro che saranno interessati, intendiamo allestire una mostra, che sarà aperta nello spazio espositivo del Braccio di Carlo Magno (Piazza di San Pietro) dalla vigilia del convegno sino a tutto il mese di gennaio 2011. Desideriamo, con questa iniziativa, favorire una conoscenza il più possibile articolata e completa della nostra istituzione, della sua storia e soprattutto delle nostre attività. Il titolo e il sottotitolo cercano di esprimere tutto questo: Conoscere la Vaticana. La Biblioteca Apostolica Vaticana: una storia aperta al futuro. Aggiungo ancora che l’Ufficio Filatelico e Numismatico Vaticano emetterà una serie di francobolli dedicati alla Vaticana. Altre iniziative o sorprese lascio a successive newsletter...

Ma ora, dallo sguardo verso il futuro desidero volgermi indietro ai mesi appena trascorsi (ben sette dall’ultima newsletter dell’8 maggio), per ricordare alcuni momenti della vita della Biblioteca. Anzitutto la nostra partecipazione al 75° Congresso mondiale di IFLA (International Federation of Library Associations and Institutions), che si è tenuto a Milano dal 23 al 27 agosto scorso e che era stato segnalato nella precedente newsletter. Mi soffermo in particolare su due appuntamenti che ci hanno visti più direttamente coinvolti. Il primo, nei giorni del convegno, è stata la sessione dedicata alle “biblioteche religiose”: tenutasi presso la Biblioteca Ambrosiana, essa ha visto l’intervento di esponenti delle tre religioni del libro: ebraismo (Malachi Beit-Arié), cristianesimo (Cesare Pasini) e islamismo (Gabriele Mandel Khàn). Era la prima volta, in un congresso dell’IFLA, che si sperimentava un simile approccio, ma si prevede che un’iniziativa del genere possa essere ripetuta nelle prossime edizioni del congresso, magari inserendo nel confronto e nel dialogo anche altre espressioni religiose. Nei giorni successivi, poi, nella conferenza “satellite” organizzata a Roma dal 31 agosto al 2 settembre presso l’ICPAL (Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario) e dedicata alla conservazione del patrimonio documentario delle biblioteche, la Biblioteca Vaticana è stata protagonista della prima mattinata con apprezzate relazioni sulle attività del laboratorio di restauro (Angela Nuñez Gaitán e Marta Grimaccia) e del laboratorio fotografico (Irmgard Schuler). Ne è nata l’occasione per un costruttivo aspetto di collaborazione-confronto con altre istituzioni di varia provenienza, presenti alla conferenza: come a ricordare che sempre e comunque le conoscenze e le esperienze degli uni trovano aiuto e stimolo nelle conoscenze e nelle esperienze degli altri, in un confronto e in una collaborazione che sono il segno concreto dell’universalità condivisa della cultura.

Una specifica occasione per instaurare questa collaborazione in un contesto di singolare prestigio ci è stata offerta, negli scorsi mesi, dall’inserimento della Biblioteca Vaticana nel VIAF (Virtual International Authority File), l’istituzione deputata a creare un’au¬thority file di impostazione universale (che colleghi linguaggi e scritture dei differenti popoli: latini e anglosassoni, greci, slavi, indiani, cinesi, giapponesi, arabi, ebraici...). La Vaticana si trova così a condividere in questa istituzione, insieme alla Library of Congress, alla Deutsche Nationalbibliothek, alla Bibliothèque Nationale de France e all’On-line Computer Library Center (OCLC), tutta la bellezza, pratica e simbolica insieme, di una simile iniziativa, che, se rende fieri per il fatto stesso di essere coinvolti, soprattutto conforta per il significato di unità e collaborazione fra popoli e culture che essa esprime.
Un altro momento di confronto e di cooperazione internazionale è stata la partecipazione alla ventitreesima riunione della CENL (Conference of European National Librarians), di cui la Vaticana fa parte fin dalla fondazione. Quest’anno si è tenuta a Madrid dal 23 al 25 settembre; e si sono in particolare trattati temi legati alle “biblioteche digitali” e alle nuove tecnologie, utili per una sempre più ampia diffusione della lettura e della ricerca.

Passo ora a una bella “notizia di famiglia”, ricordando il dottorato honoris causa conferito dall’Istituto Patristico Augustinianum lo scorso 16 ottobre al cardinale Raffaele Farina, nostro Bibliotecario. È stata l’occasione, nel corso della celebrazione, per rimarcare con gratitudine, accanto alla sua competenza storiografica e metodologica, la sua grande umanità. Ci è venuto tuttavia schiettamente da notare che noi “lo sapevamo già” e che di quella umanità in molti possedevamo ampia e documentata esperienza! Anche per questo abbiamo condiviso la serena gioia del festeggiato, che ci ha congedato, in conclusione, con un sorridente: «Vi voglio bene».

Completo la carrellata sugli avvenimenti di questi mesi accennando al rinnovamento del sito web: lo devo fare più o meno a ogni newsletter, visto che le pagine web non sanno rimanere mai ferme... e siamo ben lieti di aggiornare e migliorare. Oltre a interventi generali sulla grafica e a molte correzioni e variazioni di minor conto, segnalo una più organica strutturazione del catalogo editoriale per quanto riguarda la ricerca e l’ordinazione dei volumi e la possibilità di effettuare on line le richieste di riproduzioni fotografiche: un servizio, quest’ultimo, che risulterà certamente gradito ai nostri utilizzatori e che renderà più agile e spedito questo tipo di ordinazioni. Da oggi, poi, il sito ospita una pagina dedicata alla riapertura, che nei prossimi mesi scandirà tappe e informazioni a questo proposito!

Mi avvio così alla conclusione con alcuni ringraziamenti e con qualche “comunicazione di servizio”. I ringraziamenti si estendono a tante persone, a partire da tutti coloro che hanno permesso di far procedere i lavori e toccando in particolare quanti in questi anni, fra il personale della Biblioteca, dei servizi tecnici, delle imprese, hanno operato e operano nel nascondimento e nella semplicità dell’impegno di ogni giorno. Vorrei nel contempo ricordare alcuni benefattori, verso i quali la Biblioteca Apostolica e tutti noi siamo particolarmente riconoscenti.

Per cominciare dall’ambito dei lavori edili, un grazie caloroso deve essere espresso alla società Italcementi e ai suoi dirigenti per la munifica donazione che ha permesso di costruire il nuovo ascensore nel Cortile della Biblioteca e altro ancora. Se passiamo invece agli aiuti ricevuti per le attività interne alla Biblioteca, alcuni sono stati rivolti al restauro dei manoscritti: siamo grati, per questo, a Sua Maestà il Re Carl XVI Gustaf che, per tramite della Stiftelsen Konung Gustaf VI Adolfs fond för svensk kultur, ha finanziato il restauro del codice Vat. gr. 1522, un lussuoso Evangeliario del X secolo che richiederà fra l’altro un delicato e sperimentale intervento di fissaggio dei pigmenti; e ringraziamo pure la Stiftelsen Marcus och Amalia Wallenbergs Minnesfond che ha stanziato un cospicuo fondo per il restauro di numerosi manoscritti e stampati, in particolare quelli appartenuti a Cristina di Svezia. Ancora dalla Svezia, dal Reverendo Åke Bonnier, Decano della Chiesa di Svezia, in uno spirito di autentico amore alla cultura e di schietto ecumenismo abbiamo ricevuto uno stanziamento per iniziare, nel prossimo 2010, la catalogazione informatica degli incunaboli. E mi si permetta di ricordare l’ex ambasciatore di Svezia presso la Santa Sede, Fredrik Vahlquist, vero amico della nostra Istituzione, che ha avuto un ruolo fondamentale nel suscitare e sostenere questi contatti e incontri e nel favorire queste generose donazioni.

Altri ringraziamenti sono stati inseriti nella pagina del sito costituita a questo scopo. In essa è stato pure inserito l’invito a unirsi a questo canale di aiuto, prezioso nel piccolo e nel grande, inviando liberi contributi per l’acquisto di fondi manoscritti, stampati, stampe, monete, medaglie o di singoli volumi, per la realizzazione di specifici progetti di catalogazione, per la manutenzione ordinaria del nostro patrimonio, per altre iniziative ancora. Del resto la Biblioteca Apostolica è fiera di continuare a offrire i suoi servizi in totale gratuità, come segno non ultimo del valore che riconosce alla cultura. E i donativi che riceve sono una conferma della percezione e condivisione, da parte di molti, di questo spirito e del desiderio di collaborarvi.

Il numero degli indirizzi e-mail ai quali è inviata questa newsletter è cresciuto sino a 12.715. In questa occasione, in cui annunciamo la data di riapertura, abbiamo voluto infatti estendere l’invio a molte altre persone, a noi vicine o più lontane, che pensiamo interessate a questa notizia e pronte a condividere con noi la gioia di questa riapertura e la passione per la missione culturale della Biblioteca Apostolica Vaticana. Se, per nostro errore, qualcuno ricevesse più di una newsletter o eventualmente non desiderasse più riceverla, è gentilmente pregato di comunicarcelo. Suggeriamo a chi vuol garantirsi l’invio periodico della newsletter di iscriversi al nostro sito e di darcene segnalazione.

Gentili lettori, carissimi amici,
un saluto vivissimo a tutti voi e un caro augurio per le feste ormai prossime del Natale di Gesù,
Mons. Cesare Pasini Prefetto

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