Storia

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Musei Vaticani, Pinacoteca, affresco.Melozzo da Forlì,
Sisto IV nomina Bartolomeo Platina prefetto della
Biblioteca Vaticana e ne dispone il riordino
c. 1477.

ORIGINI

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Roma, Ospedale di Santo Spirito in Sassia, Sala
Lancisi, affresco, sec. XV ex. Anonimo,
Sisto IV visita la sala latina della Vaticana
insieme ai nipoti e al bibliotecario Bartolomeo Platina.
Fin dal sec. IV è attestato lo Scrinium della Chiesa Romana, che serviva tanto da biblioteca quanto da archivio. Dalla fine del sec. VIII compare la figura del Bibliothecarius della Chiesa Romana (così viene chiamato il bibliotecario Teofilatto in un documento dell’anno 784, sotto il papa Adriano I). La prima biblioteca e il primo archivio dei papi vennero dispersi, per ragioni non ancora ben conosciute, nella prima metà del sec. XIII. Nuove collezioni dei papi di quel secolo, delle quali esiste ancora un inventario fatto sotto Bonifacio VIII (1294-1303), emigrarono con gravi perdite dopo la sua morte, a Perugia, poi ad Assisi, poi ad Avignone. I papi, tornati a Roma dopo il 1415, cercarono in momenti diversi di recuperare il patrimonio librario andato disperso; quanto rimasto ad Avignone all’inizio del Seicento confluì nella collezione della famiglia Borghese, acquistata nel 1891 da Leone XIII.

DA NICOLÒ V A SISTO V

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Palazzo apostolico, sale della vecchia biblioteca,
sala della bibliotheca latina publica.

Alla metà del Quattrocento, dopo il rientro dei papi a Roma con Gregorio XI nel 1378, deve essere fissato l’inizio della storia moderna della Biblioteca Vaticana. Fu infatti Niccolò V (1447-1455) a decidere che i codici latini, greci ed ebraici, incrementati durante il suo pontificato dai 350 trovati ai circa 1.200 presenti al momento della sua morte (24 marzo 1455), fossero aperti alla consultazione e alla lettura degli eruditi. Il progetto di Niccolò V per la biblioteca fu ripreso, completato e realizzato da Sisto IV (1471-1484), con una bolla (Ad decorem militantis Ecclesiae, 15 giugno 1475), la nomina di un bibliotecario (Bartolomeo Platina) e il sostegno economico necessario. La sede della nuova istituzione si collocava al pianterreno di un edificio già ristrutturato da Niccolò V, con ingresso dal cortile detto dei Pappagalli e prospetto sul cortile del Belvedere; Sisto IV ne fece decorare le aule da alcuni dei migliori pittori del tempo. Le aule erano quattro, dette, rispettivamente, Bibliotheca Latina e Bibliotheca Graeca (per le opere nelle due lingue), Bibliotheca Secreta (per manoscritti non a diretta disposizione dei lettori, ivi compresi alcuni codici di pregio), Bibliotheca Pontificia (per gli archivi e i registri papali). Il Bibliotecario era coadiuvato da tre sottoposti e da un legatore di libri. Si praticava la lettura in sede, con la disciplina di un severo regolamento; ma vigeva in questo periodo anche il prestito esterno, del quale rimangono i registri per gli anni 1475-1547 (Vat. lat. 3964 e 3966). La raccolta continuò ad aumentare, salendo da un totale di 2.527 codici nel 1475 a 3.498 codici nel 1481.

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BAV, Salone Sistino, olio su tela, c. 1588.
Pietro Facchetti, Sisto V approva il progetto
di Domenico Fontana della nuova Biblioteca Vaticana.
Nel XVI secolo la Biblioteca continuò a svilupparsi, soprattutto sotto Leone X (1513-1521), con la ricerca e l’acquisto di manoscritti e le acquisizioni di libri stampati. Con Gregorio XIII (1572-1585) si incominciò a separare il materiale archivistico, che però solo sotto Paolo V (1605-1621) venne a costituire la competenza di un’istituzione separata, l’Archivio Segreto Vaticano.
Tra il 1587 e il 1589, quando ormai la sede iniziale non riusciva più a contenere il materiale in continua crescita, Sisto V (1585-1590) decise di far costruire una nuova sede per la Biblioteca e incaricò l’architetto Domenico Fontana del progetto. L'edificio, che ospita tuttora la Biblioteca, sorse sulle scalee divisorie che collegavano il Cortile del Belvedere a quello detto ora della Biblioteca. Nel piano più alto fu decorata la grande aula a due navate (Salone Sistino), lunga 70 metri e larga 15

DAL XVII AL XVIII SECOLO

Nel secolo XVII si iniziò l'aggregazione di intere biblioteche, di origine principesca o privata – le quali sono rimaste in molti casi distinte dagli altri fondi aperti –, creando appositi fondi chiusi di manoscritti e stampati: la biblioteca Palatina di Heidelberg (1623), la biblioteca dei duchi di Urbino (1657) e la raccolta della regina Cristina di Svezia (1690).
Caratteristico del secolo XVIII furono la nascita e il relativo incremento nella Biblioteca Vaticana di sezioni dedicate a collezioni antiquarie e artistiche. In primo luogo il Medagliere, inaugurato nel 1738 con l'acquisto della raccolta di medaglioni romani e greci del card. Alessandro Albani, allora la maggiore esistente dopo quella del re di Francia. Inoltre, nel 1746 fu acquistata la Biblioteca Capponi e nel 1748 quella Ottoboni. Il cospicuo Museo Sacro si costituì nel 1757, con la riunione di tre importanti raccolte, e si arricchì successivamente di diverse categorie di oggetti appartenenti all'antichità cristiana (avori, smalti, bronzi, vetri, terrecotte, tessuti, ecc.) provenienti in larga misura dalle catacombe romane; la separazione della parte profana da quella sacra, nel 1767, diede origine al Museo Profano. Entrambi i Musei sono affidati dal 1999 ai Musei Vaticani. Nel 1785 fu fondato il Gabinetto delle Stampe.
All'erudito secolo XVIII si deve anche il progetto di pubblicare un catalogo completo dei manoscritti conservati nella Biblioteca. Della serie grandiosa ideata da Giuseppe Simonio Assemani e dal nipote Stefano Evodio, che doveva comporsi di venti volumi in-folio, non videro tuttavia la luce che i primi tre e il quarto incompleto.

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BAV, Ashby Stampe Cartella Calcografia Camerale
Vedute Vaticano e Roma
, tav. 21, incisione ad acquaforte
1796. Francesco Barbazza da Francesco Pannini,
Veduta della Biblioteca Vaticana edificata da Sisto V.
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BAV, Stampe III.247, tav. 2, incisione ad acquaforte
e bulino acquerellata, seconda metà del sec. XVIII.
Vue d'Optique representant la Biblioteque
du Vatican a Rome
.

I SECOLI XIX - XX

Nel 1798-1799 e di nuovo nel 1809 Roma fu invasa e presa dalle armate francesi e poi napoleoniche. Questo portò a notevoli perdite, tra le quali quella pressoché totale del Medagliere fino a quel punto costituito. Nel 1809, con l’annessione di Roma all’Impero Francese, la Vaticana fu però costituita Biblioteca Nazionale e si arricchì delle biblioteche degli Ordini religiosi. Buona parte del patrimonio manoscritto e artistico sottratto fu recuperato dopo il Congresso di Vienna. Tra il 1825 e il 1855, in fasi successive, le collezioni di stampati si arricchirono della grande raccolta costituita da Leopoldo Cicognara, ricca di libri d'arte e di antichità.
Con Leone XIII (1878-1903) la biblioteca fu aperta a un pubblico più ampio di ricercatori e storici; nel 1892 fu aperta l’attuale sala di consultazione degli stampati, dove furono collocati numerosi volumi a diretta disposizione degli studiosi, e furono stabiliti nuovi orari di apertura. In questo periodo, contrassegnato dalla prefettura del gesuita Franz Ehrle (1895-1914), fu iniziata la schedatura dei libri stampati e la catalogazione a stampa dei manoscritti secondo dettagliate regole, rimaste in vigore fino ad oggi. Nel 1900 fu pubblicato il primo volume della Serie "Studi e testi". Questo periodo vide anche la fondazione del Laboratorio di restauro, nonché imponenti acquisti: nel 1902 fu acquistata la Biblioteca Barberini, che nel Seicento aveva rivaleggiato con la Vaticana per importanza, insieme all’archivio annesso e alla scaffalatura lignea barocca che ospitava i volumi. Questa collezione di oltre 11.000 manoscritti latini, greci e orientali e di oltre 36.000 stampati costituì un notevole aumento della raccolta della Vaticana. Nello stesso anno entrò a far parte della Vaticana la biblioteca, manoscritta e a stampa, della Congregazione di Propaganda Fide, un nucleo della quale, il Fondo Borgiano, ricco di manoscritti del Vicino e dell’Estremo Oriente, era stato raccolto dal card. Stefano Borgia (1731-1804).
Dopo la prima guerra mondiale, dopo alterne vicende, nel 1921 giunse la collezione del bibliofilo Giovanni Francesco De Rossi (più di 1.200 manoscritti e circa 6.000 stampati rari, tra i quali 2.500 incunaboli). Nel 1923 giunse la biblioteca Chigiana e, più tardi, l’archivio annesso (1944); nel 1926 la biblioteca Ferrajoli, ricca tra l’altro di circa 30.000 autografi. Nel 1927, quando l’introduzione dell’automobile aveva reso superflue le antiche scuderie site sul lato destro del Cortile del Belvedere rispetto all’ingresso della Biblioteca, il papa Pio XI (1922-1939) decise di trasformare queste ultime in deposito dei libri stampati. Negli stessi anni, a Palazzo Barberini un finanziamento del Carnegie Endowment for International Peace e la collaborazione della Library of Congress di Washington permisero la compilazione di un nuovo schedario completo dei libri stampati.
Durante la seconda guerra mondiale, la Biblioteca, che rimase chiusa per circa un anno accademico (13 luglio 1943-2 ottobre 1944), ospitò varie collezioni librarie, non solo ecclesiastiche, che correvano gravi pericoli di distruzione, tra le quali la biblioteca dell’Abbazia di Montecassino.
Nel 1940, durante il Pontificato di Pio XII (1939-1958), giunse alla Vaticana la raccolta dell’Archivio del Capitolo di S. Pietro. Nel 1945 giunse la raccolta di Federico Patetta, importante per la storia piemontese e dotata di una ricchissima collezione di lettere autografe. Nei primi anni Cinquanta venne realizzata la micro-filmatura della maggior parte dei manoscritti; il lavoro durò fino al 1957. I microfilm si trovano alla Pius XII Memorial Library di Saint Louis, nello stato del Missouri (Stati Uniti). Nel corso degli anni Settanta nella neocostituita Sezione Archivi furono fatti confluire gli archivi delle famiglie Barberini e Chigi, dell'Archivio del Capitolo di S.Pietro e di chiese romane. Nel 1981 fu fondata l’associazione American Friends of the Vatican Library, per stimolare interesse e sostegno internazionali all’Istituzione; l’associazione sostiene la Biblioteca finanziando pubblicazioni scientifiche e progetti. Tra il 1982 il 1984, con il sostegno economico della conferenza episcopale tedesca, fu costruito il nuovo deposito dei manoscritti, sotto il cortile interno della Biblioteca. Nel 1985, con il Prefetto Leonard E. Boyle, la catalogazione elettronica degli stampati sostituì definitivamente quella cartacea, con riconversione negli anni successivi dei dati presenti nelle schede manoscritte e dattiloscritte nel catalogo elettronico. Nel settembre 2002 è stata aperta al pubblico una nuova sala di consultazione dei periodici, che ne accoglie circa un migliaio a scaffale aperto.
Al momento la Biblioteca Vaticana custodisce un ricchissimo patrimonio composto di circa 180.000 volumi manoscritti e d’archivio, 1.600.000 di libri stampati,circa 9.000 incunaboli, 300.000 tra monete e medaglie, oltre 150.000 stampe, migliaia di disegni e matrici, e oltre 200.000 fotografie.

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BAV, Salone Sistino, con il recente allestimento a sala di lettura

I CARDINALI BIBLIOTECARI

Marcello Cervini
1501-1555, Bibliothecarius I: 1550-1555
Roberto de’ Nobili
1541-1559, Bibliothecarius II: 1555-1559
Alfonso Carafa
1540-1565, Bibliothecarius III: 1559-1565
Marcantonio Da Mula
1506-1572, Bibliothecarius: IV 1565-1572
Guglielmo Sirleto
1514-1585, Bibliothecarius V: 1572-1585
Antonio Carafa
1538-1591, Biliothecarius VI: 1585-1591
Marcantonio Colonna
1523 ca.-1597, Bibliothecarius VII: 1591-1597
Cesare Baronio
1538-1607, Bibliothecarius VIII: 1597-1607
Ludovico de Torres
1551-1609, Bibliothecarius IX: 1607-1609
Scipione Borghese Caffarelli
1576-1633, Bibliothecarius X: 1609-1618
Scipione Cobelluzzi
1564-1626, Bibliothecarius XI: 1618-1626
Francesco Barberini
1597-1679, Bibliothecarius XII: 1626-1633
Antonio Barberini
1569-1646, Bibliothecarius XIII: 1633-1646
Orazio Giustiniani
1580-1649, Bibliothecarius XIV: 1646-1649
Luigi Capponi
1583-1659, Bibliothecarius XV: 1649-1659
Flavio Chigi
1631-1693, Bibliothecarius XVI: 1659-1681
Lorenzo Brancati
1612-1693, Bibliothecarius XVII: 1681-1693
Girolamo Casanate
1620-1700, Bibliothecarius XVIII: 1693-1700
Enrico Noris
1631-1704, Bibliothecarius XIX: 1700-1704
Benedetto Pamphilj
1653-1730, Bibliothecarius XX: 1704-1730
Angelo Maria Querini
1680-1755, Bibliothecarius XXI: 1730-1755
Domenico Passionei
1682-1761, Bibliothecarius XXII: 1755-1761
Alessandro Albani
1692-1779, Bibliothecarius XXIII: 1761-1779
Francesco Saverio de Zelada
1717-1801, Bibliothecarius XXIV: 1779-1801
Luigi Valenti Gonzaga
1725-1808, Bibliothecarius XXV: 1802-1808
Giulio Maria Della Somaglia
1744-1830, Bibliothecarius XXVI: 1827-1830
Giuseppe Albani
1750-1834, Bibliothecarius XXVII: 1830-1834
Luigi Lambruschini
1776-1854, Bibliothecarius XXVIII: 1834-1853
Angelo Mai
1782-1854, Bibliothecarius XXIX: 1853-1854
Antonio Tosti
1776-1866, Bibliothecarius XXX: 1860-1866
Jean-Baptiste Pitra
1812-1889, Bibliothecarius XXXI: 1869-1889
Placido Maria Schiaffino
1829-1889, Bibliothecarius XXXII: 1889
Alfonso Capecelatro
1824-1912, Bibliothecarius XXXIII: 1890-1912
Mariano Rampolla del Tindaro
1843-1913, Bibliothecarius XXXIV: 1912-1913
Francesco di Paola Cassetta
1841-1919, Bibliothecarius XXXV: 1914-1919
Aidan [Francis Neil] Gasquet
1846-1929, Bibliothecarius XXXVI: 1919-1929
Franz Ehrle
1845-1934, Bibliothecarius XXXVII: 1929-1934
Giovanni Mercati
1866-1957, Bibliothecarius XXXVIII: 1936-1957
Eugène Tisserant
1884-1972, Bibliothecarius XXXIX: 1957-1971
Antonio Samoré
1905-1983, Bibliothecarius XL: 1974-1983
Alfons Maria Stickler
1910-2007, Bibliothecarius XLI: 1985-1988
Antonio María Javierre Ortas
1921-2007, Bibliothecarius XLII: 1988-1992
Luigi Poggi
1917-2010 , Bibliothecarius XLIII: 1994-1997
Jorge María Mejía
1923-2014, Bibliothecarius XLIV: 1998-2003
Jean-Louis Tauran
1943-2018 , Bibliothecarius XLV: 2003-2007
Raffaele Farina
1933- , Bibliothecarius XLVI: 2007-2012
Jean-Louis Bruguès
1943- , Bibliothecarius XLVII: 2012-2018
José Tolentino de Mendonça
1965- , Bibliothecarius XLVIII 2018-


BIBLIOGRAFIA

b. de rossi, “De Origine Historia Indicibus Scrinii et Bibliothecae Sedis Apostolicae Commentatio”, in h. stevenson Jun., Codices Palatini Latini Bibliothecae Vaticanae descripti, Romae 1886, pp. I-CXXXII.

f. ehrle, Historia Bibliothecae Romanorum Pontificum tum Bonifatianae tum Avenionensis, I, Romae 1890.

a. pelzer, Addenda et emendanda ad Francisci Ehrle Historiae [sic] Bibliothecae Romanorum Pontificum tum Bonifatianae tum Avenionensis, In Bibliotheca Vaticana 1947.

j. bignami odier, La Bibliothèque Vaticane de Sixte IV à Pie XI. Recherches sur l'histoire des collections de manuscrits, Città del Vaticano 1973 (Studi e testi, 272).

c.carlen, The Popes and the Vatican Library, Grosse Pointe Farms, Michigan, 1984.

j. mejia - c. granfiger - b. jatta, I Cardinali Bibliotecari di Santa Romana Chiesa, Città del Vaticano 2006 (Documenti e riproduzioni, 7).

Conoscere la Biblioteca Vaticana, a cura di a. m. piazzoni e b. jatta, Città del Vaticano 2010.

Guida ai fondi manoscritti, numismatici, a stampa della Biblioteca Vaticana, a cura di f. d'aiuto e p. vian, I-II, Città del Vaticano 2011 (Studi e testi 466-467).

La Biblioteca Apostolica Vaticana luogo di ricerca al servizio degli studi. Atti del convegno, Roma, 11-13 novembre 2010, a cura di m. buonocore e a. m. piazzoni, Città del Vaticano 2011 (Studi e testi 468).

Storia della Biblioteca Apostolica Vaticana, Città del Vaticano 2010- :
  1. Le origini della Biblioteca Vaticana tra Umanesimo e Rinascimento (1447-1534), a cura di a. manfredi, 2010;
  2. La Biblioteca Vaticana tra Riforma cattolica, crescita delle collezioni e nuovo edificio (1535-1590), a cura di m. ceresa, 2012;
  3. La Vaticana nel Seicento (1590-1700): una biblioteca di biblioteche, a cura di c. montuschi, 2014;
  4. La Biblioteca Vaticana e le arti nel secolo dei lumi (1700-1797), a cura di b. jatta, 2016;
  5. La Biblioteca Vaticana dall'occupazione francese all'ultimo papa re (1797-1878), a cura di a. rita, 2020.

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